Cult di VeneziePost | 26 settembre 2015

L'artigianato tra storytelling, visite e sperimentazione

I dati di Confartigianato Veneto dimostrano che le imprese artigiane nostrane incidono per il 16,7% sul valore aggiunto regionale e per il 12% su quello nazionale. Anche questo comparto può attrarre il turismo industriale, ma servono esperienze innovative come quella di Italian Stories

Il Nordest è per tradizione terra delle pmi, ma questo non significa solo industria: basti dire che nel solo Veneto sono oltre 150 mila le imprese artigiane che danno lavoro a 350 mila addetti, ossia il 28,3% delle imprese venete nel complesso e il 10% delle imprese artigiane nazionali, e che incidono per il 16,7% sul valore aggiunto regionale e per il 12% sul valore aggiunto dell’artigianato nazionale (dati Confartigianato Veneto). Anche questo comparto può quindi rappresentare una voce significativa nel turismo industriale – o artigianale, se così vogliamo chiamarlo per coerenza.

A rendersene conto è stata la stessa Confartigianato Veneto, promotrice del portale www.discoveringartigianato.com: un sito in italiano e inglese che coniuga la scoperta di queste aziende e dei prodotti dell’artigianato veneto a quella delle città d’arte e delle bellezze naturali della regione. Si possono seguire itinerari suddivisi a seconda della provincia – percorso un po’ «scarno» a dire il vero, basti dire che per la provincia di Treviso è presentato solo Asolo, mentre la pagina della provincia di Rovigo è addirittura vuota -; mentre più interessante risulta seguire i percorsi tematici lungo le quattro linee di arte, natura, gusto e servizi. Si va così dalla strada del legno – percorso in provincia di Belluno che partendo dalla scuola del legno collega diverse aziende e il «Museo del Tarlo» -, a «Colori, storie ed emozioni di Venezia» – un viaggio alla scoperta delle botteghe del sestiere di Castello.

Tra le esperienze più curiose e innovative c’è però Italian Stories: una piattaforma web con base a Riva del Garda, lanciata nel gennaio del 2015 su idea di Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi. «Si sente spesso ripetere che cibo, turismo, moda e design sono le nostre vere risorse naturali – spiega la Odorizzi -, ma poi trovare il modo di veicolare, tutelare e accrescere questo tesoro non è così facile. Dal momento che siamo progettisti e amiamo il digitale, abbiamo cominciato a immaginare come sarebbe stato possibile valorizzare l’artigianato di qualità attraverso lo storytelling, e allo stesso tempo concedere ai turisti ed appassionati la possibilità di fare delle vere e proprie esperienze. Questo in una logica di promozione di nuove forme di turismo esperienziale, in grado di sostenere la filiera produttiva locale».

Il principio, di per sé, è semplice: un artigiano propone quella che viene definita«esperienza» – dalla semplice visita guidata alla bottega, alla possibilità di toccare con mano il mestiere cimentandosi ad esempio nel modellare un vaso di ceramica. Sul sito è possibile visionare le varie esperienze e prenotare la propria visita o workshop – anche per regalarla ad un amico -, effettuando una ricerca per luogo geografico o per tipologia di mestiere. E ce n’è per tutti i gusti: se non sapete come lavora un pipaio, o siete curiosi di provare a fare la doratura ad un oggetto in legno, questo è il sito che fa per voi. Italian stories si occupa anche di gestire il pagamento, facendo da tramite tra le parti in tutte le fasi. «Certo, prima che la piattaforma fosse online non era facile spiegare cosa intendessimo fare – ricorda la cofondatrice -. Alcuni artigiani hanno avuto difficoltà a comprendere che a noi interessa spostare il focus dal valore materiale a quello immateriale della loro attività, e far capire a loro che da questo ne possono trarre anche benefici economici. Rileggersi con paradigmi nuovi non è semplice, soprattutto se fino ad oggi hai focalizzato il tuo mestiere esclusivamente sulla produzione e non sulla tua esperienza. Per gli artigiani più giovani questo processo è molto più semplice e istintivo».

Sono per ora 54 botteghe aderenti in tutta Italia, di cui 25 nelle Venezie; e l’obiettivo è quello di arrivare al centinaio entro il primo anno di attività. «Ci sono già un’altra ventina di artigiani – assicura infatti la Odorizzi -, con cui stiamo completando il percorso di costruzione del profilo e dell’esperienza. Noi di fatto siamo un tramite e mettiamo in contatto diretto gli artigiani, che propongono autonomamente le esperienze, con i viaggiatori, curandone la presentazione e l’immagine e creando una rete utile a che la proposta non sia spezzettata nei vari portali regionali o locali». Pur essendo in una fase che la fondatrice definisce «di test», i risultati lasciano presagire interessanti sviluppi futuri: «Ad oggi abbiamo venduto circa 200 esperienze sia a viaggiatori italiani che stranieri – riferisce -, che hanno lasciato anche un buon numero di ottime recensioni visibili direttamente sui profili dei singoli artigiani». Inoltre, conclude la Odorizzi, «Ora stiamo attivando partnership con enti e fondazioni che si occupano di artigianato, in modo da contattare artigiani già selezionati; in più abbiamo sviluppato una rete di storyfinder su tutto il territorio nazionale che ci supporta sia per lo scouting, sia per la verifica, e soprattutto per riuscire a dare un’immagine di qualità a tutti gli artigiani che sono in piattaforma».DI C.A.


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