In migliaia hanno partecipato a Open Factory in presenza e in digitale. Grande successo per l’opening di turismo industriale alla scoperta delle fabbriche del Made in Italy

Tutto esaurito nel 90% delle aziende e grande interesse anche per il tour digitale e per la prima edizione dell’Academy, con 50 studenti e ricercatori da tutta Italia. I promotori: “È stata la giornata dell’orgoglio manifatturiero”.

Padova, 28  novembre 2021

Migliaia i partecipanti alla manifestazione in versione live e digital che hanno animato questo pomeriggio domenicale in varie regioni italiane portando al tutto esaurito nel 90% delle aziende coinvolte. L’occasione è stata la settima edizione di Open Factory, l’opening di turismo industriale e manifatturiero nel corso del quale oltre 20 aziende tra le più innovative e rappresentative del proprio territorio hanno aperto – in contemporanea – le porte ai visitatori, dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia, dall’Umbria al Piemonte, dal Veneto all’Emilia Romagna.

Dalle 14 alle 19 hanno aperto le porte a centinaia di visitatori diverse aziende “green”, che hanno scelto di fare della sostenibilità un fattore chiave per il proprio modello di business: dalla parmense Davines, leader nella cosmetica sostenibile, alla veronese Fomet, produttrice di fertilizzanti speciali e naturali dagli oltre 45 anni di esperienza, ma anche la vicentina Barausse, specializzata nella produzione di porte per interni 100% Made in Italy, la padovana Pettenon Cosmetics, azienda di riferimento nel mercato internazionale del Professional Hair & Skin Care e da poco divenuta Società Benefit, fino ad arrivare alla milanese Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo, che con una rete sostenibile e tecnologicamente avanzata garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti e abilita la transizione energetica.

Tante anche le aziende simbolo della manifattura Made in Italy a partecipare: la padovana Lago,  emblema del design thinking con i suoi mobili dal design modulare, la comasca Gabel, leader dal 1957 nel settore della biancheria per la casa, Il gruppo IRSAP di Rovigo, uno dei principali gruppi italiani del settore riscaldamento e condizionamento in Europa, la fonderia Draxton, di Rovigo, produttore globale di componenti fusi e lavorati che presidia i principali mercati automobilistici globali, la torinese Aurora, specializzata nella produzione di strumenti di scrittura, la padovana Unox, oggi al primo posto tra i produttori mondiali per numero di forni professionali venduti per ristorazione, pasticceria e panificazione e Carraro gruppo internazionale leader mondiale nei sistemi di trasmissione per veicoli off-highway e trattori specializzati, con insediamenti produttivi in Italia, India, Cina, Argentina e Brasile

I partecipanti hanno avuto la possibilità di immergersi anche nel mondo dei servizi, visitando alcuni dei principali aeroporti del Nordest: l’Antonio Canova” di Treviso e il “Marco Polo” di Venezia in occasione di Open Factory hanno accompagnato i visitatori alla scoperta delle aereostazioni, per conoscere i lati “nascosti” di luoghi visti nella maggior parte dei casi di frequente ma mai con un punto di vista privilegiato. È stato possibile visitare anche l’Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona: anche in questo caso i partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta delle aereostazioni, per guardare da una prospettiva diversa luoghi conosciuti da molti ma per molti aspetti riservati agli addetti ai lavori.

Nel corso della settima edizione, si è scelto di mantenere vivo anche il percorso digitale, che ha virtualmente condotto i visitatori a Ruspino, in provincia di Bergamo, dove la Sanpellegrino ha mostrato il percorso di imbottigliamento dell’acqua secondo i principi della gestione sostenibile e condivisa delle risorse idriche. La diretta è arrivata anche a Benevento, dove Buitoni ha aperto le porte del proprio stabilimento. In provincia di Perugia, è stato possibile visitare in modalità digitale e innovativa lo stabilimento di Perugina®, eccellenza italiana, frutto dell’unione di tradizione e creatività, della qualità nella selezione degli ingredienti e della maestria e passione dei maestri del cioccolato. Collegamento in streaming anche per AzzurroDigitale, realtà che supporta le aziende manifatturiere nella digitalizzazione dei processi, nella raccolta dati e nella creazione di modelli per ottimizzare i processi produttivi attraverso prodotti proprietari, sviluppati ad hoc o di terze parti. Ha virtualmente aperto le porte anche Bios Line, azienda italiana attiva nella ricerca, realizzazione e distribuzione di prodotti a base fitoterapica per il benessere e la cura della persona. Il tour virtuale ha giovato anche della presenza di KE, azienda appartenente al BAT Group – da oltre 35 anni leader nel settore dei sistemi ombreggianti – e realtà sinonimo di eccellenza fondato sul Made in Italy. Open Factory non è stato solo racconto delle storie delle aziende protagoniste, ma anche valorizzazione del ruolo che le aziende hanno per lo sviluppo dei territori e delle comunità. È questo il caso, ad esempio, di Zordan (Valdagno, Vicenza), benefit corporation nata nel 1965 come falegnameria e ora azienda internazionale partner per progetti di interior design di fascia alta, dai negozi monomarca ai mobili per il settore Horeca, fino alle case private.

Ad accompagnare le visite in digitale, vari interventi di imprenditori, giornalisti ed esperti, che hanno fornito spunti e prospettive sul ruolo dell’industria in questa fase della ripartenza economica e più in generale sui temi del turismo industriale e della stretta relazione tra cultura e impresa. Tra gli altri, sono intervenuti: Daniele Manca, vicedirettore Corriere della Sera, Aldo Bonomi, sociologo e direttore AAster, Antonio Calabrò, presidente Museimpresa, Filiberto Zovico, fondatore Italypost, Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, Marco Bettiol, docente di internet marketing e marketing avanzato Università di Padova, Elena Granata, docente di Urbanistica Politecnico di Milano, Dario Di Vico, giornalista Corriere della Sera, Franco Mosconi, docente di Economia industriale Università di Parma, Eleonora Di Maria, docente di Governo e gestione delle imprese Università di Padova, Raffaella Polato, inviato speciale L’Economia Corriere della Sera, Martha Friel, docente di Competitive Strategies for the Tourism Industry Università IULM di Milano, Francesco Timpano, docente di Politica economica Università Cattolica del Sacro Cuore e Marina Puricelli, lecturer in Human Resources Management Università Bocconi Milano.

Grande successo anche per la prima edizione del progetto Academy, che da venerdì 26 a domenica 28 novembre ha accompagnato 50 studenti e ricercatori selezionati dalle università di tutta Italia in uno study tour intensivo all’interno delle aziende, che oltre a Lago, Carraro, Barausse, Fomet e Aeroporto di Verona, ha visto la partecipazione esclusiva di Medio Chiampo, società a totale partecipazione pubblica che si occupa del servizio idrico integrato dei comuni di Montebello Vicentino, Zermeghedo e Gambellara e di auxiell, azienda di consulenza di Padova specializzata nella  Complete Lean Transformation. Il gruppo Academy ha potuto visitare anche Cielo e Terra Vini, azienda vinicola in grado di offrire un prodotto innovativo con uno sguardo rivolto alla qualità, dalla vigna alla bottiglia.

“Siamo molto soddisfatti del grande passo in avanti che abbiamo compiuto con questa quarta edizione nazionale – ha dichiarato il curatore di Open Factory Antonio Maconi – soprattutto perché, in un momento nel quale il nostro Paese è ancora in parte preda dell’incertezza, significa che le nostre imprese hanno dato una prova di orgoglio e di apertura verso i propri territori”. “Il manifatturiero – conclude Maconi – fa parte del nostro Dna e oggi abbiamo capito che siamo in possesso di una cultura diffusa pronta a sostenerlo, anche attraverso una sua valorizzazione “turistica”.

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