Domenica 26 novembre sarà Open Factory: ecco le novità della terza edizione

Dopo il successo degli anni scorsi, anche quest’anno 50 aziende accoglieranno i visitatori per il più grande opening di cultura industriale e manifatturiera.

Venerdì 24 novembre, anteprima speciale con “Open Factory Schools“. Domenica 26 novembre, apertura dalle 10 con un focus su sostenibilità e industry 4.0 curato da Dani e HTC High Tech Consultant. Dalle 14, porte aperte nelle 50 aziende simbolo del Nordest.

«Il prodotto italiano è sempre stato apprezzato per la sua qualità. L’attenzione al design, la passione per i dettagli, il valore dei materiali rappresentano da sempre aspetti distintivi del Made in Italy in tutte le sue declinazioni. Nel corso dell’ultimo decennio, l’idea di qualità si è fatta sempre più articolata. Non ci basta un prodotto bello e ben fatto: chi compra un prodotto italiano chiede – in alcuni casi, reclama – che dietro a questo prodotto vi sia una storia fatta di lavoro e di cultura in grado di sostenere e giustificare il valore di ciò che si compra». Sono parole di Stefano Micelli, autore di Futuro Artigiano (Marsilio) e ideatore di Open Factory, che descrivono con grande consapevolezza quali siano le trasformazioni che la manifattura sta attraversando; e che meglio di altre esprimono lo spirito con cui è stata ideata la terza edizione di Open Factory, il più grande opening di cultura industriale e manifatturiera delle Venezie, che domenica 26 novembre vedrà 50 imprese delle Venezie aprire le porte ai visitatori.

Promossa da ItalyPost e curata da Goodnet Territori in Rete, con il patrocinio di Carnia Industrial Park, Confartigianato Udine, Camera di Commercio di Padova, Tolmezzo Città Alpina 2017, la partnership di Dani, HTC-High Tech Consultant e Porto di Venezia e la main partnership di Unicredit, Open Factory 2017 è nata con un obiettivo chiaro: sviluppare ulteriormente il calendario delle attività e i percorsi tematici – dal design alla meccanica, dalla logistica al benessere, fino ai servizi, alla formazione e all’edilizia – che hanno attirato l’attenzione dei 25.000 visitatori che hanno partecipato all’edizione 2016 del progetto. Un’iniziativa che ha attirato l’attenzione degli esperti internazionali di turismo industriale – tanto da diventare progetto di riferimento nell’iniziativa Interreg Inducult 2.0 che vede riuniti 8 paesi dell’Europa centrale – e che quest’anno aprirà anche alle scuole secondarie di secondo grado, con una mattinata – in programma venerdì 24 novembre – denominata “Open Factory Schools”, che vedrà oltre 2.000 studenti del biennio finale in visita nelle aziende.

Open Factory non è solo motore di un vero e proprio turismo manifatturiero, ma è anche incrocio fra nuovi linguaggi e tecnologie, fra giovani talenti e maestri d’arte. Open Factory è un momento di condivisione che diventa l’occasione per rinsaldare i legami con la propria comunità di riferimento […] E’ interessante sottolineare che il baricentro della manifestazione, cui hanno fatto riferimento in modo costante tutti coloro che hanno partecipato all’evento, rimanga saldamente la cultura del fare. Se a Milano ciò che fa da attrattore internazionale è la cultura del progetto, il design, nel Nordest è il saper fare in tutte le sue dimensioni a svolgere il ruolo di catalizzatore di energie e attenzione. Anche nella visita ai laboratori scientifici e nelle imprese più tecnologicamente all’avanguardia, ciò che attira visitatori e innesca la condivisione del sapere è l’esperienza di quello che gli americani chiamano la cultura del “making”.

L’evento di apertura ad Arzignano da Dani e HTC

La giornata di domenica 26 novembre si aprirà con un evento speciale ospitato da Dani di Arzignano (Vicenza) e curato in partnership con HTC-High Tech Consultant (Vicenza): un percorso alla scoperta di una storica azienda del distretto vicentino della concia, esempio di eccellenza non solo dal punto di vista della sostenibilità – anche quest’anno Dani è censita nel rapporto Green Italy della Fondazione Symbola come esempio di impresa green– ma anche caso di studio sul fronte dell’industry 4.0 con “Linkki”, un software di gestione dell’avanzamento della produzione adatto ad ambienti di lavoro multietnici ideato e sviluppato “end to end” da HTC e visibile al pubblico in occasione di Open Factory. E sarà proprio questo il tema dell’evento di apertura di Open Factory – “Il futuro delle industrie delle Venezie: green e industry 4.0” – che vedrà confrontarsi l’economista e docente Università Ca’ Foscari Venezia Stefano Micelli e il segretario generale della Fondazione Symbola Fabio Renzi, con la conduzione di Nicola Saldutti, caporedattore Economia del Corriere della Sera.

Relatori e ospiti di Open Factory 2017

Il dibattito con Stefano Micelli e Fabio Renzi della mattina di domenica 26 novembre aprirà anche un calendario di incontri e talk con i relatori protagonisti di Open Factory. Fabrizio Onida, docente emerigo alla Università Bocconi di Milano, interverrà da Considi per discutere dei temi del suo ultimo libro Industrie intelligenti (Egea). Di cultura di innovazione si parlerà da Studio Pointer, con il sociologo dell’Università di Trento Massimiano Bucchi,autore di Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita (Bompiani). Cultura, economia e territorio saranno invece il fulcro dell’incontro con il direttore della Fondazione Pirelli e vicepresidente di Assolombarda Antonio Calabrò,protagonista da Keyline, mentre si parlerà di economia circolare da Veneta Sedie con Marco Bettiol ed Eleonora Di Maria, docenti all’Università di Padova.

Alla scoperta delle Open Factory: percorsi tematici e sezioni speciali

Dopo l’evento del mattino, dalle 14 i riflettori si accenderanno sulle 50 Open Factory, selezionate secondo otto focus tematici – dall’agroalimentare al design, dalla meccanica alla logistica, fino al benessere, ai servizi, all’edilizia e alla formazione – e tre sezioni speciali, che porteranno alla scoperta del Porto di Venezia, dei Laboratori artigiani del Friuli Venezia Giulia e delle imprese del Carnia Industrial Park selezionate in occasione di Tolmezzo Città Alpina 2017.

Il viaggio di Open Factory parte con le aziende della meccanica, cuore pulsante del manifatturiero del Nordest: da Carraro Agritalia (Rovigo), che dopo lo straordinario successo della scorsa edizione – 1600 visitatori in 5 ore – punta al bis aprendo la sede di Rovigo, a Came, che per l’occasione aprirà sia lo stabilimento di Dosson di Casier (Treviso) che di Sesto al Reghena (Pordenone); e ancora, Keyline (Conegliano, TV) porterà i visitatori alla scoperta dello splendido museo della chiave, mentre Telea Medical (Sandrigo, VI) – in collaborazione con Studio Bonini – proporrà un focus sul biohightech presentando i propri dispositivi elettromedicali frutto dell’applicazione della Risonanza Quantica Molecolare. Oltre a Dani (Arzignano, VI), tra le new entry dell’edizione 2017 di Open Factory vi sono anche Colorificio San Marco di Marcon (VE) – che a Open Factory celebra il proprio ottantesimo anniversario – e Tecnoeka (Borgoricco, PD), rappresentante con Unox (Cadoneghe, PD) e Irinox (Corbanese di Tarzo, TV) di quelle aziende manifatturiere che operano per il settore del food e della ristorazione, celebrato a fine ottobre da We-Food, il primo opening delle “fabbriche del gusto” che passa il testimone a Open Factory per celebrare tre aziende d’eccellenza dell’agroalimentare: Centro Carni Company (Tombolo, PD), Fraccaro Spumadoro (Castelfranco Veneto, TV) e Poli Distillerie (Schiavon, VI).

Altrettanto articolato è anche il percorso del design e dell’architettura: dall’interior design di Lago (Villa del Conte, PD) e Veneta Sedie (Casale di Scodosia, PD), al jewel design di Facco (Camisano Vicentino, VI) – altro caso di studio di trasformazione lean – e del Museo del Gioiello di Vicenza, fino al graphic design di Studio Pointer (Mogliano Veneto, TV) e alle soluzioni tailormade di Berchet Ingegneria di Stampa (Padova). Ma a Open Factory c’è anche spazio per la storia del vetro, con Seguso Vetri d’Arte (Murano, VE), e per il restauro conservativo, con le visite guidate al cantiere della Fondazione Santa Capitanio di Piove di Sacco (PD), curato da Prearo Costruzioni.

Sempre in ambito architettonico, Open Factory sarà anche l’occasione per visitare la nuova sede aperta recentemente a Marghera di One Works (Marghera, VE), tra i principali studi italiani di architettura con profilo internazionale. Realtà nata in Italia nel 2007, One Works si è subito affermata come società di consulenza e progettazione globale che offre servizi di architettura integrata, infrastrutture e ingegneria urbana, con un focus particolare nella gestione di spazi affollati. I visitatori potranno osservare come One Works crea e modella in diverse città del mondo luoghi dinamici per accogliere le persone in molti settori, tra cui aviazione, trasporti, retail e urban design. Oltre a osservare le varie fasi progettuali, in occasione di Open Factory sarà possibile anche scoprire diversi progetti firmati dallo studio, tra cui l’ampliamento dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia, inaugurato lo scorso giugno: dalla piazza di 280 metri di lunghezza con tetto a griglia, si passerà poi all’esplorazione degli spazi solitamente inaccessibili dello scalo di Tessera.

Dalla progettazione e dal design si passa al mondo della consulenza, dei servizi e della formazione per le aziende, ma non solo: se da Considi (Grisignano di Zocco, VI) il focus sarà sul lean management e il famoso “modello Toyota”, HTC (Vicenza), in occasione della visita da Dani, offrirà l’opportunità per osservare come un’azienda si può “trasformare” in chiave industry 4.0; e ancora, Studio Bonini (Vicenza), in collaborazione con Telea Medical, illustrerà i benefici della tutela della proprietà intellettuale. Ma a Open Factory c’è anche spazio per la formazione dei “maestri di talento” con il metodo innovativo di GSO-Gentium Schola Opitergium (Oderzo, TV).

Tra le conferme di Open Factory 2017, c’è anche il focus su un settore in forte espansione, quello del benessere, rappresentato da una vera e propria azienda “champion”, la padovana Bios Line (Ponte San Nicolò, PD) tra i pionieri nella ricerca, produzione e distribuzione di integratori e cosmetici a base di estratti vegetali.

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, tornano anche quest’anno – ma con alcune interessanti novità – i “laboratori artigiani” selezionati con Confartigianato Udine. Ai laboratori di artigianato artistico come Il Ricamificio (Forni di Sopra), L’Oca Bianca e altre storie (San Daniele del Friuli), Legatoria Moderna (Udine) o Michelangelo Ricami Personalizzati (Flaibano), si associano infatti i “laboratori del gusto” come Adelia Di Fant(San Daniele del Friuli) e La Gubana della Nonna (San Pietro al Natisone), con i loro workshop di cioccolato e di preparazione dei dolci della tradizione, ma anche aziende altamente innovative, a cavallo tra prototipazione rapida e 3D, come Humanoid Company (Udine), Tarta Design (Pasian di Prato) e themissingpiece.it (Udine).

Il percorso alla scoperta di Open Factory 2017 si conclude con due sezioni speciali, esempi di eccellenza del rapporto virtuoso tra impresa e territorio. Nell’anno delle celebrazioni del centenario non poteva mancare Porto Marghera, una “factory” nata come porto sussidiario della stazione Marittima nel progetto dell’ingegner Coen Cagli del 1917, diventata porto prevalentemente industriale e petrolifero fino alla fine degli anni ’70 e oggi porto “multipurpose” che vanta primati in diversi comparti. In occasione di Open Factory, questo grande polo industriale e logistico-portuale, motore del Nordest, aprirà le porte ai cittadini per far conoscere una realtà dinamica che può contare su oltre 1000 imprese e un patrimonio immobiliare di 6,4 miliardi di euro.
Domenica 26 novembre, il Porto di Venezia proporrà 3 itinerari che prenderanno il via dal Centro Informativo permanente “Industriae” allestito presso il Padiglione Antares del VEGA dove si terrà una prima introduzione storica. Da qui partirà un percorso via acqua lungo i Canali Portuali offerto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, un percorso via terra all’interno del Terminal Multiservice per vedere da vicino spazi, attrezzature, merci movimentate in un terminal portuale multifunzionale, un percorso “tra terra e acqua” a bordo della chiatta galleggiante e dei rimorchiatori della società Panfido per conoscere i segreti di questa professione.

Dalla laguna di Venezia, il viaggio di Open Factory 2017 si conclude in montagna, nella Carnia, quella terra di confine tra Italia, Austria e Slovenia che si appresta a concludere un 2017 all’insegna di Tolmezzo Città Alpina. Un titolo che non è semplice celebrazione, ma che rappresenta un percorso di riflessione e di progetto che coinvolge l’intero territorio: le tre aziende selezionate per Open Factory – Legnolandia (Forni di Sopra), Reno de’ Medici Ovaro (Ovaro) e Servel Mera (Sutrio) – sono esempi “eroici” del ruolo centrale che le imprese hanno per garantire lo sviluppo – e in alcuni casi la sopravvivenza – di intere comunità.

Non rimane che partire alla scoperta di Open Factory: sul sito della manifestazione (www.open-factory.it) è possibile consultare la mappa delle Open Factory e scoprire il programma di ciascuna azienda protagonista. Tutti possono partecipare a Open Factory, dalle famiglie con bambini ai giovani studenti interessati ad approfondire la loro conoscenza sulle aziende. Tutti gli eventi di Open Factory sono infatti a ingresso libero: è solamente richiesta, per ragioni organizzative, la prenotazione alle visite e agli eventi di proprio interesse sul sito, in corrispondenza di ciascuna azienda.

Le dichiarazioni dei promotori e partner

Antonio Maconi, ItalyPost, curatore Open Factory: “Quando abbiamo ideato Open Factory due anni fa, avevamo chiara in testa l’esigenza di valorizzare i “pozzi di petrolio” sui quali stiamo seduti senza che ce ne accorgiamo. Qui nelle Venezie, i pozzi di petrolio si chiamano imprese, in particolare quelle manifatturiere. Con Open Factory tutta questa ricchezza viene svelata, le porte vengono aperte, le storie delle imprese raccontate una per una da parte di chi – di queste imprese e del loro successo – è stato l’artefice. E non in modo isolato, ma valorizzando le peculiarità di ogni singola impresa e connettendo tutte le storie. Quest’anno le aziende partecipanti sono 50: imprese raccontate in un viaggio di scoperta che non fa distinzioni di categoria, di provincia, di associazione di riferimento, di dimensione. 50 pozzi di petrolio che vengono alla luce e dimostrano che – nel deserto della crisi che ha travolto il vecchio modello del Nordest – c’è una ricchezza nascosta che va svelata”.

Sebastiano Musso, Regional Manager Nord Est UniCredit, main partner della manifestazione: “La partnership tra UniCredit e ‘Open Factory’ è figlia di una comunanza di intenti e di visione. La Banca opera infatti, in una logica di un costruttivo interscambio, in un contesto, quello del Nord Est, caratterizzato da una laboriosità e da un dinamismo senza pari. Di qui l’attenzione condivisa per i “luoghi del fare” e per le persone, gli imprenditori e i loro collaboratori, che quotidianamente si prodigano ad animarli, a renderli vivi, produttivi e competitivi. Voglio poi sottolineare con piacere il coinvolgimento, prima volta in assoluto, delle scuole superiori: crediamo fermamente nella necessità di ingaggiare e informare le nuove generazione sui processi di trasformazione in atto su questo Territorio e abbiamo trovato nel team organizzatore di Open Factory la stessa sensibilità nei confronti di questo tema così importante”.

Pino Musolino, presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale: “La scelta di partire dalla mostra del Centenario di Porto Marghera intitolata “Industriae” ha un significato profondto. “Industriae” infatti va inteso etimologicamente come “operosità”. Porto Marghera è una delle aree per eccellenza in cui l’operosità trova compimento, tanto nella produzione di beni materiali, quanto nella produzione di servizi. È noto infatti che oggi Porto Marghera ospita alcune fra le più importanti attività produttive italiane. È forse meno noto che, sotto il profilo della produzione di servizi, Porto Marghera rappresenta un “Industriae” eccellente, sia a supporto della produzione di beni materiali, sia per la produzione di servizi logistici e intermodali, attività frutto di un lavoro di squadra che vede coinvolti più soggetti, dall’Autorità di Sistema Portuale all’Agenzia delle Dogane, dalla Capitaneria di Porto ai prestatori di servizi tecnico-nautici. Sono tutte realtà che fanno di Porto Marghera una “Industriae”, in grado di rinnovarsi investendo su sostenibilità, produzioni (di beni e servizi) ad alto valore aggiunto, innovazione tecnologiche; temi che trovano ampio spazio nel Piano Operativo Triennale, approvato il 13 ottobre scorso. Ma sono realtà complesse che vanno spiegate adeguatamente per essere comprese. Per questo siamo felici di aprire ai cittadini il Porto di Venezia”.

Giancarlo Dani, amministratore delegato Dani, azienda protagonista dell’evento di apertura di Open Factory: “Amiamo contagiarvi ed aprirvi le nostre porte, per mostrarvi l’azienda e i suoi prodotti, per raccontarvi la nostra cura ed esperienza nella lavorazione delle pelli, il nostro impegno nella sostenibilità. L’idea di sostenibilità è la nostra stella polare. È un progetto di impresa in cui in cui si fondono rispetto per l’integrità della persona e la sua valorizzazione, salvaguardia dell’ambiente ed il territorio, investimenti in ricerca e innovazione. E’ in questo contesto che si inserisce anche “Linkki”, un progetto di innovazione tecnologica e organizzativa che ha l’obiettivo, attraverso l’introduzione di un sistema MES (Manufacturing Execution System), di rendere più rapida, estesa e condivisa la gestione delle informazioni, rendendo più efficaci ed efficienti le attività operative ed i processi decisionali, oltre a contribuire al miglioramento della qualità della produzione: un vero e proprio cambiamento culturale verso l’Industria 4.0.! La produzione conciaria, pur mantenendo aspetti tipici delle lavorazioni artigianali, ha ormai assunto caratteristiche industriali ed entrare nel panorama dell’“Industry 4.0” è, per noi della Dani, un’occasione per far capire che, la lavorazione della pelle è un arte che, non solo può essere sostenibile, ma che è sinonimo di innovazione e di eccellenza.”

Enrico Aramini, fondatore HTC High Tech Consultant, azienda protagonista con Dani dell’evento di apertura di Open Factory: “Siamo una società fiera delle proprie origini venete, dedita all’innovazione e al supporto operativo di aziende del Nord-Est italiano. I nostri tre reparti mirano all’efficienza, alla qualità e a un miglioramento continuo che ci hanno portati ad interessarci al concetto di Smart Factory e a portare alla vita HyperMES il sistema per supportare la produzione e abilitare le aziende all’Industry 4.0. Da HyperMES Linkki, il sistema implementato nella Conceria Dani, un punto di riferimento per il mondo della concia e per la sostenibilità. Abbiamo dato il nostro contributo creando un unico ed efficiente sistema di comunicazione, portando un oggetto di uso comune come il tablet in fabbrica, riducendo così gli errori degli operatori e il tempo di formazione, integrando anche le linee non automatizzate e comunicando immediatamente guasti e allarmi a chi di dovere. Open Factory sarà l’occasione di far toccare con mano l’applicazione pratica di Industry 4.0 e di far apprezzare a tutto il pubblico le innovazioni tecnologiche e processuali apportate. Linkki, un progetto che ha dimostrato la sua eccellenza ricevendo il premio internazionale FireBrand Award in California per la sua originalità e pervasività”.

Gian Luca Gortani, direttore Confartigianato Imprese Udine, curatore della sezione speciale “Laboratori artigiani”: “Confartigianato-Imprese Udine è partner di Open Factory fin dalla sua prima edizione con l’obiettivo di consentire anche agli artigiani friulani di essere tra i protagonisti della manifestazione; dai 4 di due anni fa sono infatti diventati 9 nell’edizione 2017, non solo dei settori alimentare e artistico, ma anche dell’ICT e del design funzionale. Il nostro obiettivo è di stimolare gli artigiani, maestri del fare, a diventare sempre più bravi a raccontare l’autenticità dei propri prodotti ed essere “guide del territorio”, attori di un turismo esperienziale che cerca sempre più il contatto con le botteghe e i laboratori attraverso la partecipazione attiva a momenti creativi e “hands on”. Open Factory sta crescendo di anno in anno ed è un motore essenziale di questo processo”.

Informazioni pratiche

OPEN FACTORY SULLA RETE. Punto di riferimento per aggiornamento in progress su Open Factory è il sito internet www.open-factory.it, dove è già possibile consultare le schede di tutte le aziende aderenti. Sul sito è possibile registrarsi agli eventi e scoprire la mappa con cui è possibile costruire il proprio itinerario personalizzato. E’ già attiva la comunità di Facebook (alla pagina ufficiale https://www.facebook.com/cultvenezie/) e di Twitter, con il profilo @OpenFactoryIT; hashtag ufficiali della manifestazione #openfactory17 #openfactory.

COME PARTECIPARE. Tutti possono partecipare a Open Factory, dalle famiglie con bambini ai giovani studenti interessati ad approfondire la loro conoscenza sulle aziende. Tutti gli eventi di Open Factory sono infatti a ingresso libero: è solamente richiesta, per ragioni organizzative, la prenotazione alle visite e agli eventi di proprio interesse sul sito internet www.open-factory.it, in corrispondenza di ciascuna azienda visitabile.

Credits Open Factory
Promosso da ItalyPost
Curato da Goodnet-Territori in rete
Con il patrocinio di: Carnia Industrial Park, Confartigianato Friuli Venezia Giulia, Camera di Commercio di Padova, Inducult 2.0, Tolmezzo Città Alpina 2017
Main partner: Unicredit
Partner: Dani, HTC High Tech Consultant, Porto di Venezia
Media Partner: Egea

Per informazioni e accrediti
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